Quando il “virus” non finisce mai | Il Long Covid è devastante: “ho la febbre da un anno!”

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La sindrome detta “long Covid” colpisce fino a un paziente su dieci. Spossatezza, febbre, mancanza di memoria e di gusto non passano né dopo una settimana, né dopo mesi. Ecco quali sono le categorie più a rischio.

Da febbraio 2020 abbiamo imparato a convivere con la paura dei dati: le infezioni, la mortalità, le terapie intensive, i lock down. Una cappa di terrore che ha tenuto in ombra un aspetto altrettanto importante dell’epidemia da Covid19.

Francesca Scotti di Brescia ha raccontato il suo caso a L'aria che tira | Web Source
Francesca Scotti di Brescia ha raccontato il suo caso a L’aria che tira | Web Source

Che cosa succede quando la fase acuta è passata? Quali sono i rischi a lungo termine, gli strascichi e le conseguenze di un’infezione virale che ancora non conosciamo fino in fondo?

I dati degli infetti e dei guariti, purtroppo, non dicono tutto. Tra chi è guarito dal Covid è possibile che la malattia produca conseguenze a lungo e lunghissimo termine. Uno stato di malattia invalidante e che non passa, così comune da aver trovato un nome: “Long Covid”.

I suoi sintomi principali sono: estrema stanchezza, fiato corto, palpitazioni cardiache dolori al petto, mancanza di memoria, incapacità di concentrarsi, distorsione del senso del gusto e dell’olfatto, dolore alle giunture.

Un incubo che non fa prima pagina, non fa molta statistica, ma che è vissuto da migliaia di persone, la cui vita dopo il Covid non è stata più la stessa. Un caso per tutti è apparso recentemente nel salotto di Myrta Merlino: “l’aria che tira”.

Il caso di Francesca di Brescia

Le donne sono una categoria a rischio Long Covid | Web Source
Le donne sono una categoria a rischio Long Covid | Web Source

Francesca, una ricercatrice universitaria di Brescia ha raccontato il suo calvario che dura da oltre un anno. Si è ammalata nel marzo 2020, nelle primissime fasi dell’epidemia. 

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Da allora la sua vita è un incubo. Anche dopo essersi negativizzata, la febbre è continuata, e con la febbre una stanchezza spaventosa, che l’hanno portata al ricovero in ospedale. Ma non alla guarigione: un anno e mezzo dopo, non è ancora chiaro come curarla. Come si dice nella cronaca: gli investigatori brancolano nel buio, e continuano a farlo in tutto il mondo. Non sono chiare né le cause né tantomeno le cure del “Long Covid”, che potrebbe colpire fino a un paziente su 10 risultati positivi al Covid.

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Quali sono le categorie più a rischio

Il personale sanitario è tra le categorie più a rischio Long Covid | Web Source
Il personale sanitario è tra le categorie più a rischio Long Covid | Web Source

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Per il momento, tutto quello che abbiamo è la statistica delle categorie più a rischio. Il “Long Covid” è più frequente tra:

  • persone tra 35 e 70 anni
  • donne 
  • personale sanitario

E mentre il Covid colpisce sempre più anche i bambini, il Long Covid diventa un rischio concreto anche per loro. C’è il rischio che le conseguenze del Covid, anche in pazienti guariti, resteranno con noi ancora per molti anni: una vera e propria piaga sanitaria.

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Non esiste ancora una cura efficace per il Long Covid, una malattia generale, che colpisce tutto il corpo. L’unico modo di combatterlo è la prevenzione.

Il vaccino non mette al sicuro dall’infezione ma la rende meno probabile. Soprattutto, protegge dell’insorgere delle forme più gravi. Protegge anche dall’insorgere del Long Covid? Gli studi, al momento, non sono concordi nemmeno su questo punto. 

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