Scuole chiuse a gennaio, decisione incredibile in Italia: ecco dove non si rientra in classe

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Il Covid-19 continua a mietere vittime nel mondo, mettendo in seria difficoltà l’economia mondiale e tutte le altre attività, anche nel sociale. Una decisione delle ultime ore fa discutere.

Sono passati più di due anni dall’avvento del Coronavirus e la malattia continua a mietere vittime e a mettere in difficoltà tutte le attività economiche. Anche le abitudini quotidiane sono di fatto mutate e nulla pare essere più certo.

Scuole chiuse
Il governatore della Campania De Luca (Web source)

Insomma, un nemico non invincibile ma davvero ostico da battere come ampiamente dimostrato. L’unica soluzione possibile ad oggi è quella di vaccinarsi.

Nulla sembra essere più al sicuro dal virus, neanche le attività quotidiane e necessarie come andare a scuola.

In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha dichiarato che per prevenire la diffusione del contagio nei più giovani, sarebbe di grande utilità rinviare il ritorno a scuola dopo la pausa natalizia.

Scuole chiuse fino a metà mese: l’ordinanza che fa “paura” all’Italia

Scuole chiuse in Campania? La proposta di De Luca si è rivelata essere ben più di una possibilità man mano che i giorni passano.

Il 3 gennaio si è infatti tenuto un vertice per prendere una decisione in merito alla questione delle scuole.

Ad Ottaviano, ad esempio, gli studenti non torneranno al termine delle vacanze di Natale, dato che il sindaco Luca Capasso ha disposto – con tanto di ordinanza – la chiusura di tutti gli istituti scolastici presenti in territorio fino (almeno) al 17 gennaio nonostante quanto deciso dal governo.

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In questo modo, il primo cittadino di Ottaviano intende proteggere gli studenti a seguito dell’aumento dei contagi da Covid-19 in tutta Italia.

Scuole chiuse
Studenti in aula (web source)

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Non tutti però, al di là di ciò verrà deciso da De Luca, hanno ben accolto questa decisione.

I genitori appartenenti al Comitato scuole aperte hanno presentato una diffida contro il sindaco Capasso affidando il ricorso contro tale decisione agli avvocati del Codacons, l’associazione che tutela i diritta dei consumatori.

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Comunque vada, la speranza è che si risolva tutto per il meglio senza dover tornare alla famigerata didattica a distanza.

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