Svelato il segreto di chef Antonino Cannavacciuolo: è integrale ma non è pasta né farina

Chef Antonino Cannavacciuolo ama la cucina vera, fatta con i veri ingredienti del territorio. Ma l’integrale che ama di più non è facile da avere, né da utilizzare. Per metterci le mani sopra occorre avere molto “manico”.

Chef Antonino Cannavacciuolo è nato a Vico Equense, nei dintorni di Napoli, nel 1975.

Di lui si conosce l’amore totale per una cucina fatta di sostanza, di ingredienti e di sapori veri, oltre che di straordinaria maestria nel trasformarli in cucina.

Il difficile carattere di chef Cannavacciuolo | Web Source
Il difficile carattere di chef Cannavacciuolo | Web Source

È una cucina in cui il tempo è un elemento essenziale. Il tempo che porta a maturazione i prodotti della terra, il tempo necessario per trovarli e per sceglierli, il tempo di cucinarli e anche il tempo di gustarli, con tutto il rispetto e l’amore che un piatto realizzato con cultura e con amore merita.

Un’altra caratteristica di Chef Cannavacciuolo, più che della sua cucina, è il carattere brusco. Sincero alle volte fino alla brutalità. Ne sanno qualcosa concorrenti e ospiti dei suoi programmi, da Masterchef a Cucine da incubo. Chef Cannavacciuolo è bravo, comprensivo e buono, con chi lavora seriamente. Tutto il contrario, quando si scontra con l’approssimazione e la cialtroneria. È un carattere non facile da maneggiare: con lui è facile capottare e finire fuoristrada.

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L’ integrale di Cannavacciuolo

Pochi sanno che il grande Antonino non è solo un asso in cucina, ma anche al volante. Dai suoi esordi napoletani alla guida spericolata di una 500 ha fatto molta strada. Il suo garage di auto storiche, tra cui predominano i classici bolidi che sognava da ragazzo, mentre rombava sulla sua mini utilitaria di casa Fiat, è davvero notevole. Ma tra tutti ce n’è uno che ha nel cuore: la Lancia Delta HF integrale.

Chef Cannavacciuolo con la sua Lancia Delta HF integrale | Web Source
Chef Cannavacciuolo con la sua Lancia Delta HF integrale | Web Source

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Auto nata per le corse rally, nelle sue differenti versioni ha dominato il mondo delle corse dal 1988 al 1995, conquistando una quantità di titoli che è quasi impossibile contare.

Un mostro pensato per la corsa, di cui i numeri non dicono tutto. Il motore 16V 2.0, turbocompresso, sviluppava 185 cavalli già nella versione 1987 spingendo facilmente la Delta HF 4WD oltre i 200 Km/h

La Lancia Delta HF in un rally del 1987 | Web Source
La Lancia Delta HF in un rally del 1987 | Web Source

Ma appunto, non erano solo questi numeri a renderla imbattibile. Il suo successo nasceva dall’accelerazione violenta, dalla distribuzione dei pesi e da un’’efficacia della trazione 4WD, che ne hanno fatto una macchina leggendaria.

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Una macchina sicuramente non per tutti. Per cominciare, è un’auto d’epoca, rara, costosa, che chiede molte e non semplici cure per mantenersi sempre in piena forma.

E poi perché guidare bene un’automobile di questo carattere richiede un’abilità non comune e un carattere altrettanto, diciamo così, robusto.

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Quando abilità e carattere vengono a mancare, finire fuori strada è un attimo. Come ben sa chi si trova a gestire l’esplosiva e ruggente personalità dell’uomo che la guida: chef (e pilota) Antonino Cannavacciuolo. Un cuoco che assomiglia alla sua Delta HF 4WD integrale.

 

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