“Ciao Povery”: l’insulto ai cittadini costerà caro ai suoi autori | I romani chiedono il risarcimento

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No, non è il solito “meme” scherzoso di Baby George. Roma si è davvero svegliata coperta di poster pubblicitari che insultano i normali cittadini. Un’idea che costerà cara ai suoi autori: vediamo perché.

Un clamoroso boomerang di comunicazione. Qualcuno voleva a tutti i costi fare parlare di sé ma per una volta “basta che se ne parli” non pare aver funzionato.

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Passeggiando per le strade della propria città, i romani le hanno trovate piene dei manifesti di una campagna pubblicitaria che li insulta: “Ciao povery”, “Solo per chi ha domestici”, “Per diventare di Roma Nord”.

Ciao poveri è il meme che vede protagonista Baby George Web Source
Ciao poveri è il meme che vede protagonista Baby George – Web Source

Forse la campagna voleva far sorridere, facendo l’occhiolino al famoso meme di Baby George, l’aristocratico piccolo rampollo, figlio di William (Duca di Cambridge) e di Catherine Middleton. Ma un conto è sorridere di pagine evidentemente ironiche come “Baby George ti disprezza” che hanno l’obiettivo, semmai, di prendere in giro una nobiltà un po’ fuori dal mondo. Ben altro è pensare seriamente di far parte di un’aristocrazia (cafona), autorizzata a prendere in giro la gente, solo perché in grado di permettersi appartamenti e palazzi di lusso. 

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Nulla di meno nobile si può immaginare. Ma soprattutto di così comunicativamente disastroso. Le città vivono con sospetto i ghetti per ricchi che sorgono al loro esterno, e talvolta all’interno, come l’Olgiata a Roma o CityLife a Milano.

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Passandoci, è legittimo domandarsi cosa spinga gente dotata evidentemente di sovrabbondanti mezzi economici a stabilirsi in quartieri che ricordano più un centro commerciale che una residenza nobiliare. Cemento armato, scale mobili, mancanza di individualità, un senso di oppressione. Certamente lussuoso ma totalmente senz’anima. 

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Quartieri per ricchi. Paradiso o costoso ghetto? Web Source
Quartieri per ricchi. Paradiso o costoso ghetto?- Web Source

Il bello è altrove e, vedendo questa campagna di comunicazione, è naturale pensare che lo sia anche l’intelligenza. Chi è ricco per davvero sa bene quanto sia stupido e controproducente scendere in guerra con la gente comune, specialmente in un momento di crisi economica dolorosa. I soldi, quando sono davvero tanti, si usano per essere benvoluti. Non per essere odiati. 

La città si ribella

Un'altra immagine della campagna di Luxury Executive Web Source
Un’altra immagine della campagna di Luxury Executive – Web Source

Com’era ovvio, l’operazione non pare avere fruttato grandi successi di vendita ai suoi committenti. In compenso ha scatenato una bufera sui social. “Vergognatevi” è stato il coro. Ma non solo: l’associazione no profit “Nonna Roma”, che si occupa di senza tetto ha presentato un esposto all’Associazione per l’Autodisciplina Pubblicitaria, che con ogni probabilità ordinerà lo stop della campagna, causando all’agenzia un notevole danno economico, tra manifesti da ristampare e soldi buttati in una comunicazione da ripensare.

Dalle parti di “Luxury Exclusive” (nome dell’immobiliare, che evidentemente ignora l’understatement) alcuni, tra poco, saranno un po’ più povery. A loro vada un affettuoso “CIAO”:

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