Un anno senza il mito del giornalismo | Le sue parole commoventi

Una gioventù da atleta, salvo poi dedicarsi ad altro nella vita. Anche con un cambiamento radicale nel fisico.

Il suo percorso somiglia, in parte, a quello di un altro mito, Bud Spencer, alias Carlo Pedersoli. Una gioventù da atleta, salvo poi dedicarsi ad altro nella vita. Anche con un cambiamento radicale nel fisico. Nel caso del mitico Bud, alla recitazione con gli esilaranti film con Terence Hill. Per lui il giornalismo. Entusiasmanti le sue telecronache.

Giornali
La scomparsa di un mito del giornalismo Foto di congerdesign da Pixabay

Figlio d’arte (il padre Rino aveva vinto due medaglie d’argento ai Campionati Europei del 1931 a Parigi e l’anno successivo a Belgrado nel “due senza” in coppia con Vittorio Lucchini), è professionista nel canottaggio: vince il campionato italiano nel singolo nel 1967 (che gli valse la medaglia di bronzo al valore atletico) e nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968. Nello stesso anno partecipò alle selezioni per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico.

Personaggio televisivo

Ma nello stesso anno, inizia il suo percorso giornalistico in RAI. Capace di appassionare come pochi altri. Ma, ovviamente, anche la sua lunga esperienza nel mondo del calcio. Per diverse edizioni, infatti, ha condotto “Novantesimo minuto”, il programma atteso da tutti per visionare le prime immagini delle partite della domenica calcistica. Siamo, evidentemente, negli anni che precedono l’avvento della pay tv.

Un anno senza Giampiero

Stiamo ovviamente parlando di Giampiero Galeazzi. Una pietra miliare del giornalismo italiano. Capace di non prendersi mai troppo sul serio. Dichiaratamente tifoso laziale, lo ricordiamo anche insieme a Mara Venier in “Domenica In”, colei che gli diede il nomignolo di “Bisteccone”.

Nato il 18 maggio 1946, ci lasciava circa un anno fa, il 12 novembre 2021. Proprio in occasione dell’anniversario, sui social alcune parole molto toccanti di Giampiero Galeazzi: “Io penso che questa mia vita mi abbia dato tantissimo. Mi sono reso conto che la gente non mi ha dimenticato. Ho unito due tipologie diverse di pubblico: sono stato Pippo Baudo e Sandro Ciotti messi assieme, una bomba atomica”.

Un anno senza Giampiero Galeazzi (Instagram) 15.11.2022 newstv
Un anno senza Giampiero Galeazzi (Instagram)

Ma Galeazzi, come lui stesso diceva, è rimasto quello di sempre. Con la sua competenza e con la sua simpatia: “Ma non mi sono mai montato la testa, sono sempre stato spontaneo. Sono durato 42 anni in Rai con la mia professionalità, con il mio entusiasmo. Non ho avuto padrini politici, io. Sandro Petrucci, collega del Tg1, diceva che avevo tre anime: quella popolare degli stadi di calcio, quella aristocratica del tennis e quella romantica del canottaggio”.