Quando Rocky e Apollo hanno sfidato il più grande | La leggenda in una foto

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Tra i tanti personaggi, Rocky è certamente tra i più amati. Una storia di sport e riscatto sociale, che ha attirato il più grande di tutti

Per qualcuno sarà sempre Rocky. Per altri, invece, è Rambo. Oppure, per i più giovani, Barney Ross de “I Mercenari”. Ma per tutti è, indiscutibilmente un mito di Hollywood. Stiamo parlando di Sylvester Stallone. Ma, più nello specifico, di uno dei suoi personaggi più amati a livello mondiale.

Stallone
Rocky e Apollo (web source)

Soprannominato “Sly”, oltre alle tre saghe, alcuni suoi film cult sono “Cobra”, “Lo specialista”, “Sorvegliato speciale”, “Tango & Cash” e “Fuga per la vittoria”, dove recita al fianco di miti calcistici come Pelè. Il suo nome è presente tra le celebrità della nota Hollywood Walk of Fame di Los Angeles dal 14 giugno 1984.

Come detto, però, oggi vogliamo parlarvi, più che di Stallone, di uno dei personaggi più amati interpretati dall’attore statunitense, Rocky. La saga sul pugile narra le gesta del personaggio cinematografico Rocky Balboa, ideato ed interpretato dall’attore-regista Sylvester Stallone. La saga si sviluppa in un arco temporale che va dal 1976 al 2018.

Sei pellicole sullo “stallone italiano” di Philadephia, più due spin-off sul figlio del rivale e amico, Apollo Creed.

Rocky e Apollo con il più grande

Tra i rivali di Rocky, infatti, certamente il più amato è e sarà Apollo Creed, interpretato dall’attore Carl Weathers. Creed sarà il rivale di Rocky nei primi due capitoli della saga, diventando il suo allenatore nel terzo episodio. Drammatica, invece, la fine nel quarto capitolo, per mano del pugile sovietico, Ivan Drago, interpretato da Dolph Lundgren.

E dagli archivi spunta ora una foto proprio di Sylvester Stallone/Rocky e Carl Weathers/Apollo con quello che viene considerato, unanimemente, il più grande pugile di tutti i tempi: Cassius Clay, ma, per tutti, Muhammad Alì.

Muhammad Ali
Rocky, Apollo e il più grande, Muhammad Ali (Instagram)

Ali si contraddistinse come una figura carismatica, controversa e polarizzante sia dentro sia fuori dal ring di pugilato, contro il razzismo, che nei suoi anni era assai forte in America. È l’unico peso massimo a essere stato campione lineare per tre occasioni: nel 1964, 1974 e infine nel 1978. Tra il 25 febbraio e il 19 settembre 1964 fu inoltre campione indiscusso della divisione. Nella sua carriera ha disputato 56 incontri, di cui 37 vinti per KO. Solo 5 le sconfitte, di cui una per KO.

Nel 1984 gli fu diagnosticata la sindrome di Parkinson, attribuita alla sua professione e che lo portò a un graduale declino fisico nel corso dei decenni successivi. Malgrado tali disagi, anche dopo il suo ritiro dal mondo sportivo, Ali rimase impegnato in numerose azioni umanitarie, sino alla morte avvenuta il 3 giugno 2016.

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