Attenzione! Chi ha preso il virus sul posto di lavoro adesso può ottenere moltissimo | Ecco cosa dice l’INAIL

Si dava per finita, liberi tutti e invece la “peste” che da tre anni ha cambiato la vita di tutti noi continua ad infliggere colpi di coda. E che sia variante Delta o Omicron è ancora ben lungi dall’essere sconfitta.

A dicembre saranno tre anni che l’ormai famigerato Covid – 19 è diventato familiare al mondo intero. Dall’estremo Oriente, dalla Cina ha galoppato ed in meno di tre mesi è arrivata da noi. Tutti ricordiamo il lockdown totale, gli striscioni alle finestre, gli “andrà tutto bene”, le conferenze del capo del Governo nella trepidante attesa che dicesse qualcosa di positivo. E invece, dopo tutto questo tempo, siamo ancora qui a combattere con questo virus, che seppur in maniera meno grave, continua a colpire migliaia di persone.

Inail
Il Covid può essere considerato infortunio? (web source)

Niente è più come prima

Niente è più come prima della pandemia, qualcosa è mutato per sempre, nel modo di intendere la socialità, nel vivere quotidiano. È inutile rivangare le vicende che hanno dato origine alla pandemia e a come si è diffusa in tutto il mondo. Certo è che i morti ci sono stati e le implicazioni economiche a livello mondiale sono sotto gli occhi di tutti. A causa del lockdown un gran numero di persone ha perso il lavoro o ha dovuto cambiarlo, molte attività hanno dovuto chiudere, il mondo intero si è dovuto reinventare. Quanti hanno contratto la malattia proprio sul posto di lavoro? Ed è qui che è possibile richiedere l’infortunio e l’adeguato risarcimento.

Il Covid può essere considerato infortunio sul lavoro?

Innanzitutto, è bene chiarire cosa la legge considera infortunio sul lavoro. L’Inail lo definisce come “ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa. Gli elementi integranti l’infortunio sul lavoro sono: la lesione e la causa violenta.”

L'indennizzo
Se l’infortunio è riconosciuto, è possibile chiedere l’indennizzo (web source)

Come “causa violenta” la previdenza sul lavoro intende “qualsiasi evento causato da sostanze tossiche, sforzi muscolari, microrganismi, virus o parassiti e da condizioni climatiche e microclimatiche”. Qualsiasi cosa che mini l’integrità del lavoratore. È evidente che in questa ottica è possibile far rientrare anche il contagio dal virus. A quanto sembrerebbe, leggendo la circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020 — a seguito di quanto già previsto dall’art. 42 D.L. 14/2020 — si è precisato che se il contagio da Covid-19 è avvenuto durante la prestazione lavorativa, va considerato infortunio. Il punto dolente è che l’infortunato deve dimostrare di aver contratto il virus sul luogo di lavoro. Se questo può essere abbastanza semplice per le professioni sanitarie, non lo è altrettanto per le altre categorie di lavoratori.

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