Bambini Tamagotchi e maternità virtuale: per ridurre la sovrappopolazione mondiale

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Bambini come Tamagotchi nel regno del Metaverso per appagare il desiderio con una maternità virtuale.

Dai social virtuali, alle lezioni scolastiche DAD in modalità realtà aumentata, al sesso virtuale. Il regno del Metaverso sembra estendersi a macchia d’olio, invadendo ogni sfera della vita privata dei singoli cittadini. Il futuro, sotto al vessillo dell’Intelligenza artificiale, è ologrammatico. -Collegandosi in rete sarà possibile fare esperienze “reali” stando fermi.

Basterà indossare un visore e guanti con sensori per viaggiare nel mondo, incontrare persone con le quali bere e fumare una sigaretta, baciarsi e fare sesso. Premonitrice dei tempi, la scena di sesso di “Demolition man” del 1993, tra Sylvester Stallone e Sandra Bullock.

Maternità virtuale
Maternità virtuale

Così come i cacciatori d’oro, il XXI secolo è connotato da una ricerca spasmodica nell’ambito delle nuove tecnologie. Le frontiere dell’Intelligenza artificiale-IA hanno spalancato mondi sconfinati, algoritmi e sensori con i quali riprodurre qualsiasi sensazione o percezione umana.

Riproduzione dei sensi nel metaverso

Così nasce il “metaverso”. Una seconda vita in un mondo virtuale dove le persone possono vivere esperienze quasi reali grazie a visori che ricreano gli ambienti ma anche le sensazioni grazie a sensori con i quali i ricercatori sono arrivati ad alterare i 5 sensi (vista, tatto, udito, olfatto, gusto).

In questo modo, vengono falsati i neurotrasmettitori del cervello che vive le esperienze in modo reale. Esemplare il video dello spettacolo teatrale uditivo “Virtual Barber Shop 8D”. E’ sufficiente indossare delle cuffie, riprodurre il video che si trova su youtube, per vivere un’esperienza uditiva reale.

Ecco che è possibile tradire i nostri sensi e soprattutto la nostra percezione creando confusione, disorientamento e dissociazione, arrivando a confondere il cervello, spingendolo nel limbo tra reale e virtuale.

Maternità virtuale

Se da una parte c’è chi preme per l’utero in affitto o a trapiantare l’utero nei transgender per appagare il senso di maternità a tutti i costi, dall’altra c’è chi esprime preoccupazioni per la sovrappopolazione mondiale.

Maternità virtuale
Maternità virtuale

Ecco allora, che i ricercatori, hanno voluto dare una risposta a questo problema, dando una riposta virtuale per chi desidera avere un figlio. Le affermazioni sono alquanto inquietanti.

“I bambini digitali possono aiutare a combattere la sovrappopolazione”, ha dichiarato Catriona Campbell, uno dei massimi esperti di IA del Regno Unito.

L’obiettivo è quello di creare una maternità parallela e che rispetto a quella reale sarà anche meno impegnativa o costosa.

I bambini virtuali possono sembrare un passo da gigante ma entro 50 anni la tecnologia sarà avanzata a tal punto che i bambini che esisteranno nel metaverso saranno indistinti da quelli nel mondo reale“. Prosegue la Campbell.

Ma non solo. “Man mano che il metaverso si evolverà, sarà possibile vedere i bambini virtuali diventare una parte accettata e pienamente abbracciata della società in gran parte del mondo sviluppato“.

Generare dei bambini con il computer che esisteranno solo nel mondo digitale immersivo del “metaverso”, al qual accedere con visori e guanti sensoriali per replicare esperienze fisiche reali.

Generazione figli Tamagotchi

L’utente potrà in questo modo occuparsi del proprio figlio e fare esperienza di maternità. Per la Campbell si verrà a creare una “generazione Tamagotchi“. Nel metaverso, sarà possibile coccolare, dare da mangiare e giocare con i figli digitali come se fossero un bambini veri.

“Siamo già sulla buona strada per creare la generazione Tamagotchi che, a tutti gli effetti, sarà ‘reale’ per i loro genitori”. Assicura la Campbell.

“Sulla base del fatto che la domanda dei consumatori è presente, e penso che lo sarà anche in futuro, i bambini con intelligenza artificiale diventeranno ampiamente disponibili per una tariffa mensile relativamente piccola. Un punto di svolta tecnologico che, se gestito correttamente, potrebbe aiutarci a risolvere molti problemi, tra i quali la sovrappopolazione”.

In tal senso i ricercatori stanno già elaborando algoritmi di intelligenza artificiale per realizzare immagini realistiche di volti e corpi. Avatar che saranno in grado di riconoscere i loro genitori attraverso il riconoscimento vocale e tracciamento facciale, fino a crescere in base all’educazione che sarà impartita dai loro genitori con un sistema di apprendimento automatico.

Progetto BabyX

Non a caso, come riporta il Dailymail, esiste già un progetto chiamato “BabyX“,  della società Soul Machines, con sede in Nuova Zelanda che ha realizzato bambini virtuali. L’azienda sta infatti cercando di umanizzare l’IA per migliorare l’interazione. Bambini con algoritimi in grado di apprendere e di dedurre ciò che è buono e cattivo. Ad esempio, se il ricercatore dice “latte” buono, il bambino virtuale BabyX è in grado di imparare e successivamente di rispondere alle interazioni come un bambino vero.

Saranno creati ambienti in cui la famiglia potrà vivere nel metaverso e interagire. Spazi come piscine, appartamenti, negozi e scuole. Conclude l’esperta di IA del Regno Unito.

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