Gomorra: Genny Savastano è morto | Ma la fiction questa volta non c’entra

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Gomorra è stato un enorme successo nel mondo e l’ultima stagione si è conclusa con la morte dei due protagonisti. Ora suona come un segno premonitore.

Un enorme successo di pubblico e di critica per le vicende della famiglia Savastano e per il suo antagonista, l’immortale, Ciro di Marzio. Tratto da un libro di Roberto Saviano, la fiction ha esplorato i bassifondi non solo della città di Napoli, ma della psiche dei suoi protagonisti.

Genny
Genny in Gomorra (web source)

La storia

Le vicende della fiction ruotano intorno agli affari di droga e spaccio controllate dalla famiglia Savastano. In principio era don Pietro, il boss di Secondigliano, che affida il suo unico figlio ed erede, Gennaro, detto Genny, al suo uomo più fidato, Ciro Di Marzio. Ciro ha il compito, per così dire, di “svezzare” Genny e di farne un boss degno di suo padre, pronto, quando verrà il momento, a gestirne i traffici. Ma i piani cambiano quando Don Pietro finisce in carcere. La moglie è chiamata a gestire il clan e Genny va in Honduras a trattare direttamente con i trafficanti. Al suo ritorno, il delfino di don Pietro non è più quello di prima, il suo rapporto con Ciro, che prima per lui era come un fratello, è irrimediabilmente compromesso. Ciro, messo da parte, innesca una guerra contro i Savastano, arrivando a sparare prima a Genny e poi, nella successiva stagione, ad uccidere don Pietro.

L’ultima stagione si conclude forse nell’unico modo possibile. In uno scontro a fuoco con altri malviventi, sia Ciro che Genny perdono la vita, dopo essersi riavvicinati.

Fiction, solo fiction? Non proprio.

La vera storia

La storia del clan è ispirata ad una vera famiglia camorristica, quella dei Di Lauro. Il vero don Pietro in realtà è Paolo di Lauro. Paolo, dapprima membro del clan Lamonica, comincia la sua scalata al potere senza esclusione di colpi. Uccide anche il suo capo per arrivare, negli anni Ottanta, ad essere il boss incontrastato della città partenopea.

Di Lauro
Cosimo Di Lauro, il vero Genny (web source)

Paolo ha un figlio Cosimo, a cui Genny è ispirato. Diversamente dal padre, che gestisce i suoi affari con astuzia, Cosimo non si perde in chiacchiere e trattative, ricorre direttamente alla violenza. Approfittando della latitanza di Paolo, prende il potere ed innesca la faida di Scampia. Una vera e propria guerra in cui perderanno la vita centinaia di persone. La sua violenza cieca non risparmierà neanche gente comune e persone innocenti.

Ma nel 2005 la lunga fuga di entrambi termina, vengono entrambi arrestati.

La fine della corsa

Cosimo era in carcere ad Opera, sottoposto al 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”, per omicidio ed associazione mafiosa. Stamattina è stata diffusa la notizia della sua morte, avvenuta per cause ancora non chiare. Pare che sia stata disposta l’autopsia, a cui spetterà il compito di chiarire tutto. La fiction ha solo anticipato una fine già scritta.

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