Energia, avremo bollette leggerissime | Tutti i conti erano sbagliati

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I calcoli fatti ormai più di 30 anni fa con il “limite di Greenwald” sarebbero sbagliati. Ecco cosa sta pensando di fare il Governo

“Questo è il momento di innovare e investire sul futuro: nucleare di quarta generazione, chimica di trasformazione, accumulatori oltre il litio. La sfida sarebbe fare la fusione nucleare in 18 anni”. Così il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

La fusione nucleare può dare molta più energia del previsto | Web Source
La fusione nucleare può dare molta più energia del previsto | Web Source

Attenzione perché ci potrebbero essere molte novità all’orizzonte. Il governo italiano ritiene quindi che il settore della ricerca nucleare rivesta un ruolo fondamentale. L’impegno tecnico ed economico nazionale è concentrato sulla fusione a confinamento magnetico. A livello europeo, si traduce nel finanziamento del consorzio EuroFusion che realizza il reattore Iter, reattore sperimentale di tipo tokamak.

L’Italia è rappresentata nel Consorzio da Enea. E’ poi in fase di costruzione il reattore Dtt (Divertor Tokamak Test facility), impianto previsto dalla road map europea. Iniziato nel 2019 ha l’obiettivo di dimostrare la fattibilità dell’energia da fusione, non produrrà energia elettrica, ma sarà fondamentale per lo sviluppo dei reattori successivi. Grazie ad un investimento di 600 milioni di euro complessivi, sarà operativo dal 2028.

In ambito di fissione nucleare, la ricerca sui reattori di quarta generazione, l’Italia è impegnata nel progetto Alfred (Advanced Lead-cooled Fast Reactor european Demonstrator) finalizzato a dimostrare la fattibilità della tecnologia di quarta generazione dei rettori nucleari a neutroni veloci raffreddati al piombo. I risultati notevoli raggiunti suggeriscono di continuare a seguire e a sostenere questi sviluppi che sono utili anche per una nuova strategia energetica che punta a diversificare le fonti e a garantire la sicurezza energetica.

I calcoli sbagliati

Il limite di Greenwald è un limite operativo per la densità nei dispositivi di confinamento magnetico. Il superamento del limite di Greenwald porta tipicamente a un’interruzione, sebbene a volte il limite possa essere superato senza effetti deleteri (specialmente con profili di densità di picco). Il meccanismo alla base di questo limite fenomenologico non è completamente compreso, ma probabilmente associato ai limiti del gradiente di bordo. Recentemente è stata proposta una spiegazione basata sulla formazione di isole magnetiche.

Come funziona la fusione nucleare | Web Source
Come funziona la fusione nucleare | Web Source

I calcoli fatti ormai più di 30 anni fa con il “limite di Greenwald” sarebbero però sbagliati. A sostenerlo un gruppo di fisici che avrebbe scoperto che i reattori a fusione possono effettivamente funzionare con densità di plasma di idrogeno che sono molto più elevate del limite di Greenwald e di conseguenza influenzerà il funzionamento del tokamak ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor).

Secondo la ricerca svolta dallo Swiss Plasma Center, il valore esatto dipende dalla potenza. Ma come stima approssimativa, l’aumento sarebbe del doppio di quello che pensavamo. Questo, quindi, apre le porte a nuove fonti di energia in Italia. Cosa accadrà adesso?

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