Goldrake, il primo “cartone giapponese” arrivato in Italia | Ce lo hanno fatto vedere sbagliato

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Chi ha qualche anno non può ricordare che rivoluzione fu l’arrivo in televisione del primo manga: Atlas Ufo Robot… o perlomeno come ce lo avevano fatto vedere…

Quando si parla di Goldrake una buona fetta di pubblico ricorda ancora a memoria la sigla: “Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va” e non sbaglia una nota…

Ufo Robot
Goldrake (web source)

Dal Giappone via Francia

Quando apparve per la prima volta sugli schermi italiani, per la precisione, quelli di Rete 2, fu una vera e propria rivoluzione. Nulla aveva a che fare con quello che i bambini avevano visto fino ad allora, i Disney, gli Hanna & Barbera, dove il massimo della cattiveria e dello scontro era Yoghi che sottraeva il cestino ai turisti e il ranger che lo inseguiva per restituire il maltolto. Era una concezione completamente diversa con trame che fino ad allora non erano ritenute consone per il pubblico infantile.

Il pioniere, colui che intuì le potenzialità di questo “cartone” fu un businessman francese, che, durante un viaggio in Giappone, si imbatté, televisivamente parlando, in Goldrake. In realtà il personaggio era Grendizer, questo è il vero nome di quello che noi tutti abbiamo sempre conosciuto come Goldrake e faceva parte di una trilogia con Mazinga Z e il Grande Mazinger. Si trattava della Mazinsaga dell’autpre Go Nagai. In Italia la trilogia venne smontata, mandando in onda prima l’ultimo capitolo falsando così il senso generale. Huchez, (il businessman), convinto dell’enorme potenziale, contattò la Toei Animation e riuscì a portare la serie in Francia.

ufo robot
I personaggi al completo (web source)

Partito in sordina, in breve tempo, il cartone fu travolto dal successo. Quando arrivò in Italia, l’accoglienza fu altrettanto entusiasta. Esplose la Ufo Robot mania. Si deve tenere presente però che nell’edizione italiana molti nomi non sono gli originali giapponesi, ma quelli che vennero loro imposti nella versione francese.

Piccola curiosità: I funzionari della Rai ricevettero una sorta di brochure informativa sulla serie sulla quale era presente la parola Atlas, che in francese significa atlante/guida informativa. Evidentemente nessuno conosceva le lingue e pensarono che facesse parte del titolo, da qui Atlas Ufo Robot come è arrivato a noi.

I problemi

Tuttavia, Goldrake non portò solo entusiasmo. Molti genitori rimasero perplessi davanti a queste immagini e alle trame fuori dall’ordinario. Gruppi di genitori organizzarono una raccolta firme per eliminarlo dal palinsesto e la protesta arrivò in Parlamento con la richiesta di una censura. Il dibattito fu molto animato, ma portò ad un nulla di fatto.

Intervenne nel dibattito qualcuno che di bambini e di letteratura per l’infanzia qualcosa ci capiva, tale Gianni Rodari. Il grande scrittore scrisse un articolo, In difesa di Goldrake, in cui, in buona sostanza esortava i genitori a dare fiducia ai propri figli, i quali sarebbero stati in grado di rielaborare le immagini e separare il fantastico dal reale.

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