Digitale terrestre: milioni di italiani stanno per perdere i vecchi canali | Ecco dove sta cambiando tutto

Tutto nasce dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata in Italia, soprattutto dalle tv locali. Ecco cosa sta accadendo

In alcuni territori e per alcune fasce di persone è il caos. E questo nonostante il cosiddetto “switch off” sia stato ampiamente pubblicizzato già da settimane. Peraltro, proprio il mese di maggio è quello decisivo per il passaggio al nuovo digitale terrestre.

Digitale terrestre (web source) 2.5.2022 newstv.it
Digitale terrestre (web source) newstv.it

Molti sembrano essere rimasti impantanati nelle procedure dello “switch off” definitivo al DVB-T2, con i “vecchi” canali che non si vedono più. Per il normale spettatore lo svantaggio principale del digitale terrestre è dato dalla necessità di acquistare dei nuovi apparecchi atti alla sua ricezione. Nelle scorse settimane varate anche delle misure economiche per incentivare il cambiamento dei dispositivi.

Bonus e agevolazioni che, però, non sembrano aver salvato l’Italia dal caos. Molto, forse, anche per colpa di una popolazione che non è sufficientemente “alfabetizzata” sotto il profilo tecnologico. E’ uno dei problemi più annosi quello del digital divide che, per esempio, segna differenze importanti tra Nord e Sud, come la pandemia e la didattica a distanza hanno dimostrato.

Il primo step del percorso verso il nuovo digitale terrestre è partito nello scorso ottobre. Il passaggio al nuovo standard del digitale terrestre consentirà di godere di una qualità delle immagini molto superiore all’attuale e di ricevere più canali.

I territori coinvolti

Tutto nasce dalla necessità di liberare la banda 700 Mhz, molto utilizzata in Italia, soprattutto dalle tv locali, per far spazio alla rete 5G per gli operatori di telefonia. Come in ogni cosa in Italia, non sono mancate le polemiche. Con le regioni che hanno agito un po’ in ordine sparso.

Digitale terrestre (web source) 2.5.2022 newstv.it 2
Digitale terrestre (web source) newstv.it

Per esempio, la Regione Sicilia ha varato un sostegno alle emittenti televisive siciliane per venire in soccorso delle emittenti colpite dalla recente normativa nazionale di riordino del sistema televisivo nell’ambito del passaggio al digitale terrestre di ultima generazione. La misura varata permetterà il proseguimento delle attività editoriali destinando da subito un fondo di 500mila euro che consentirà di erogare i contributi nei confronti delle Tv siciliane che, pur partecipando all’ultimo bando del Ministero dello Sviluppo economico per la formazione delle graduatorie Fsma – Fornitori di servizi di media audiovisivi – non sono risultate destinatarie delle relative agevolazioni.

Lo switch off del segnale, poco più di dieci anni dopo il passaggio al Dvb-T1, che ha radicalmente modificato le modalità di visione sul piccolo schermo, è iniziato con una prima fase, nella quale le scelte sono lasciate alle singole emittenti.

Dall’1 maggio, invece, è iniziata la fase conclusiva dell’operazione di refarming, che coinvolgerà 18 milioni di persone. Questo è quanto stabilito dalla roadmap del Ministero dello Sviluppo Economico, il quale prevede che dal 1 maggio 2022 al 30 giugno 2022 venga effettuato il processo di liberazione delle frequenze in Toscana, Lazio, Umbria, Liguria e Campania.

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