“Benvenuti nel medioevo” la protesta degli studenti contro la prof. bigotta | Crisi dei valori o ribellione generazionale?

Una battuta offensiva ad una studentessa da parte di un professore scatena la rivolta. Studentesse in minigonna e ombelico scoperto.

Gli studenti del Liceo Righi di Roma hanno protestato contro le offese di un insegnante rivolte a una studentessa. “Righi zona fucsia” e “Benvenuti nel Medioevo” i due striscioni appesi fuori dal liceo, mentre le studentesse per solidarietà si sono presentate in minigonna e con magliette che lasciavano intravedere l’ombelico.

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Studenti con magliette corte

Tutto è iniziato da una battuta infelice di un professore con la quale ha voluto riprendere una studentessa che si era presentata a scuola con una maglietta troppo corta. “Stai sulla Salaria?”, avrebbe commentato l’insegnante. Tre semplici parole per scatenare il putiferio.

Lo sdegno degli studenti è addirittura pervenuto agli alti piani della dirigenza scolastica che ha annunciato di aver avviato un “provvedimento disciplinare” nei riguardi dell’insegnante.

“Dopo gli insulti di una docente ricevuti da una studentessa del nostro liceo abbiamo deciso di dare un segnale chiaro per ribadire che il sessismo non può avere spazio nelle scuole“, afferma la preside dell’istituto.

Gli adolescenti dopo aver promosso un’assemblea hanno così deciso di protestare tutti insieme. Le studentesse si sono presentate a scuola con minigonne e magliette corte.

“Abbiamo deciso di dare un segnale forte e chiaro per ribadire che il sessismo non può avere spazio nelle scuole. Proprio per questo questa mattina abbiamo fatto una azione sotto la nostra scuola, salteremo la prima ora di lezione per fare un’assemblea straordinaria di istituto”. Hanno dichiarato gli studenti, al grido di “lotta al patriarcato”, sostenendo che “a un maschio non avrebbe detto queste cose”.

Bon ton e istruzione

Da parte dell’insegnante sono state sicuramente parole forti. Per chi non conoscesse Roma e la sua periferia, la Salaria è una strada consolare sulla quale le lucciole attendono i loro clienti.

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Striscioni di fronte la scuola

La professoressa si è sbilanciata in maniera eccessiva nel commentare il modo di abbigliamento succinto della studentessa. Anche se, in tutta risposta, le prese di posizioni dell’istituto appaiono forze eccessive. Lanciando una pietra a favore dell’insegnante, è sorprendente il contrario. Ovvero l’atteggiamento “mormone” degli studenti che si scandalizzano per una battuta, laddove il gergo/slang giovanile è con molte probabilità più volgare. Inneggiare alla “lotta al patriarcato” appare un po’ retrò, soprattutto se si parte dal presupposto che il commento dell’insegnante non era probabilmente sessista. Quanto invece, si evince che voleva essere improntato su un principio di rispetto delle istituzioni.

Ritrovare il dialogo partendo dalla necessità di tornare ad educare è forse la base sulla quale si potrebbe e si dovrebbe intraprendere un nuovo percorso alla luce del XXI secolo, aiutando i giovani a superare i falsi ideologici. Più che sessista, tuttalpiù la battuta offensiva poteva rivelarsi “bigotta”.

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