Gerry Scotti, classe 1956, è proprietario del più grande gruppo italiano di comunicazione del mondo, con sedi a Torino, Milano, New York e Los Angeles. La sua agenzia ha firmato campagne di grande successo che sono diventate dei veri e propri modelli per gli esperti del settore e un punto di arrivo per chi è alle prime armi. Chi non ricorda lo slogan “No Martini, No Party!” o “Dove c’è Barilla c’è casa.” fino ad arrivare al recente slogan “Benvenuti sulla via della felicità” con cui la Gerry Scotti Communication ha firmato la nuova pubblicità di Illy per festeggiare il cinquantesimo anniversario del noto marchio di caffè italiano.

Oggi la Gerry Scotti Communication vanta tra i suoi clienti brand blasonati sia del settore food come Mulino Bianco e Nestlé, sia dell’automotive come Jeep e Suzuki. Ma la storia di questo successo, frutto di intuizione, passione e dedizione parte da lontano e da un invito a cena a casa di Mara Venier, nota conduttrice televisiva, quando Gerry Scotti era un semplice e promettente studente universitario. Stava studiando Giurisprudenza quando ha mollato tutto per un’agenzia pubblicitaria.

Dal desiderio di intraprendere una carriera da Pubblico Ministero a ideatore di campagne pubblicitarie di grande impatto la strada che l’ha portato a tradire i suoi sogni d’infanzia la racconta lui stesso: “Tutto è nato per caso durante una cena con la mia amica Mara Venier. In quell’occasione mi rese partecipe di un suo nuovo progetto: una linea di prodotti per il viso nata dalla collaborazione con il famoso brand Max Factor. Poi mi mostrò il book preparato dall’agenzia pubblicitaria per promuoverlo. Lo trovai poco originale e, tra un bicchiere di buon vino ed un altro, le parlai delle mie idee e di come avrei impostato la campagna pubblicitaria se fossi stato a capo di un’agenzia pubblicitaria. Non solo apprezzò i miei suggerimenti, ma fece ancor di più: mi spronò a intraprendere questa strada e mi propose di aprire insieme un’agenzia di comunicazione. Nacque così la Gerry Scotti Communication. Devo molto a Mara e devo molto alla mia voce interiore che mi ha dato la forza di lasciare una strada certa e ben definita, per inseguire quel lato creativo di me, che non trovava modo di esprimersi nel mio ambito famigliare. Sono figlio di un nome noto dell’Avvocatura di Stato e sono cresciuto tra le fredde pagine di norme e codici che non lasciano spazio alla fantasia. Oggi sogno.” 

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