
Oggi potremo ammirare la nuova versione del Tg1. Il telegiornale più importante della Rai si è adattato ai cambiamenti che stanno avvolgendo il mondo della televisione, soprattutto riguardanti il digitale terrestre e si presenterà in una nuova veste. Ci sarà una sigla nuova, uno studio completamente rinnovato e come sappiamo non ci saranno più quei mezzi busti che ogni giorno entrano nelle nostre case per raccontarci la vita al di fuori delle nostre quattro mura.
L'autore di questo restyling è Augusto Minzolini, nuovo direttore del Tg1 che ha deciso di dare un'impronta diversa al suo telegiornale. Insomma qui non si tratta solo di cambiare studio o sigla, ma di modificare in parte il modo di fare giornalismo. Minzolini ha voluto "cacciare" i volti storici del Tg1 offrendogli comunque degli incarichi importanti e già questo ha creato un pò di polemica.
Riguardo al suo modo di fare giornalismo è stato molto chiaro: "I risultati dimostrano che la mia linea editoriale sta avendo ragione, non penso di cambiarla e non ne vedo il motivo. Siamo il baricentro del Paese: raccontiamo i problemi, ma evitiamo di dare un'immagine catastrofista dell'Italia, immagine che non esiste. Non mi sono fatto mai intimidire in vita mia né quando ero alla carta stampata né oggi che sono al telegiornale. Sono arrivato nel giugno scorso e in questi mesi ho dovuto anche soffrire le difficoltà del passaggio al digitale che hanno influito sugli ascolti. Eppure un tg visto principalmente da ultrasessantenni adesso si sta ringiovanendo, è scesa l'età media dei telespettatori."
Per Minzolini in effetti gli ascolti gli danno ragione, ora c'è una minore sofferenza nei confronti della concorrenza, però quello che non ci convince è la sua voglia di far sembrare che in Italia le cose vadano bene, quando sappiamo tutti che ci sono problemi economici e politici molto importanti. Molti dicono che il Tg1 sia Berlusconiano e probabilmente un fondo di verità c'è.
Certo è che anche i telegiornali televisivi devono pensare agli ascolti e alla concorrenza come se fossero dei veri e propri show. Diciamo che forse si è perso l'obiettivo principale del giornalista che è quello di raccontare la vita e non di fare spettacolo.
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